a. L’AMBIENTE E L’ORDINE

L’ambiente deve configurarsi come spazio ottimale nel quale il bambino sia posto di fronte ad esperienze significative per la costruzione delle proprie competenze. Tutti i requisiti fisici del’ambiente, come l’arredo, la strutturazione degli angoli, i materiali, rispondono a precisi obiettivi educativi e favoriscono l’attività individuale. La sua organizzazione si basa sulla premessa che le competenze individuali debbano essere acquisite attraverso l’esplorazione e la scoperta libera. L’ambiente educativo deve essere organizzato in funzione del pieno svolgimento delle esperienze di tipo sensoriale, motorio, cognitivo e affettivo – relazionale. Si tratta di organizzare le condizioni stimolo più adatte a sollecitare l’operatività con l’obiettivo di allestire un contesto educativo nel quale il soggetto sia circondato da inviti all’azione; dove l’attività non sia semplicemente consentita, ma venga adeguatamente incoraggiata.
Una delle caratteristiche principali del’ambiente è l’ordine: esso è funzionale allo sviluppo psichico del bambino. Egli sente l’esigenza di ricercare il rapporto tra gli oggetti, di creare collegamenti tra i vari stimoli provenienti dall’ambiente.

b. L’EDUCATRICE

L’educatrice risponde in maniera personale alle esigenze del bambino e crea con lui una relazione non superficiale, ma significativa. Perché questo avvenga è necessario che ogni piccolo gruppo abbia una propria educatrice di riferimento. La continuità con il bambino e con il genitore è la base per una progressiva conoscenza del bambino e per rispondere alle sue richieste. Sarà l’educatrice di riferimento a garantire, soprattutto i primi rapporti più intimi (il cambio, il pasto, il sonno) e, quando il bambino avrà acquisito certezze e sicurezza, sarà lui stesso ad aprirsi agli altri: una base affettiva sicura è la condizione che consente di esplorare con fiducia l’esterno.
L’educatrice sa offrire ai bambini strumenti e possibilità di scoperta, preparando l’ambiente con tante attività diverse. significative, variate che permettono loro di agire in modo libero e creativo. Non “addestra”, sa mettersi da parte quando occorre per favorire le iniziative personali, il fare da soli, lasciando spazio senza intervenire sempre e comunque.
Non si usano premi né punizioni, si cerca di mettere in luce il meglio che c’è in ogni bambino, ben sapendo che quanta più fiducia riceve, tanto meglio cresce in equilibrio e socievolezza. Si punta sulla collaborazione e sull’allenamento ad accettare regole ragionevoli di vita in comune, come riordinare, aiutare, rispettare il proprio turno, sempre all’interno di una piacevole esperienza di gioco.

c. L’AMBIENTAMENTO

«Ambientamento» è un termine non casuale: inserire un bambino al nido significa dire che il bambino deve passivamente abituarsi alla nuova situazione, ambientarsi invece significa far proprio l’ambiente e le persone nuove, per separarsi senza sofferenza dalla famiglia. Nell’inserimento il bambino è oggetto, nell’ambientamento è soggetto attivo. Riteniamo che il periodo di ambientamento sia quello più delicato per il bambino e quindi gli dedichiamo un tempo di circa tre settimane. Questo dà modo al bambino di affidarsi gradualmente alle cure dell’educatrice di riferimento, al genitore di acquisire fiducia nella persona a cui sta affidando il proprio figlio e all’educatrice di conoscerlo nella sua unicità..

d. LA RELAZIONE CON LE FAMIGLIE

Riteniamo importantissimo creare una buona relazione con le famiglie: la collaborazione, la condivisione di un progetto comune, la partecipazione, permettono di contribuire al benessere del bambino.
Prevediamo alcuni momenti di incontro tra nido e famiglia:

  • Incontro con le famiglie dei bambini nuovi iscritti.
  • Colloquio iniziale.
  • Incontri di sezione.
  • Colloqui individuali a metà anno.
  • Festa dei nonni.
  • Festa di Natale e di fine anno.
  • Laboratori con i genitori.

e. LA DOCUMENTAZIONE

La documentazione è di fondamentale importanza per le educatrici, dato che essa è lo strumento principale per:

  • Rivedere e migliorare il proprio agire educativo e il proprio progetto educativo.
  • Comunicare all’esterno quanto i bambini sperimentano nell’asilo nido.

L’esigenza di documentare serve, soprattutto, per migliorare la comunicazione con le famiglie, nella ferma convinzione che il vero prodotto dell’azione educativa in un nido è il bambino stesso. Attraverso immagini, video e diari di bordo vogliamo lasciare una traccia della vita al nido di ogni bambino.